EVENTI

“Non ci si deve chiedere che cosa deve sapere e fare l’uomo nel contesto dell’ordinamento sociale esistente, bensì che cosa è già presente nell’uomo e che cosa può essere in lui risvegliato. Allora sarà possibile fornire all’ordinamento sociale l’apporto di forze sempre nuove, provenienti dalle nuove generazioni. Così saranno questi nuovi “uomini globali” a far vivere nell’ordinamento sociale gli elementi da essi apportati, e non, al contrario, l’ordinamento sociale esistente a imporre alle nuove generazioni comportamenti predeterminati.”
RUDOLF STEINER

FESTA DEI MESTIERI: 18 febbraio 2017

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FESTA DELLE LANTERNE: 20 novembre 2016

Il giorno di san Martino è l’ 11 novembre.
Quel giorno all’asilo c’è la Festa delle Lanterne.

Ma eccovi la leggenda di San Martino:

Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.
Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore.
“Poveretto, – pensa – morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte.
Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.
“Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.
Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena.
Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno.
Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.
Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio.
Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò gli angeli che lo ringraziavano mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio uno di loro.

 

FESTA D’AUTUNNO: 2 ottobre 2016

Per l’era di Michele  
Dobbiamo sradicare dall’anima 
tutta la paura e il timore 
di ciò che il futuro può portare all’uomo. 

Dobbiamo acquisire serenità 
in tutti i sentimenti e le sensazioni 
rispetto al futuro.  

Dobbiamo guardare in avanti 
con assoluta equanimità verso tutto ciò che può venire
e dobbiamo pensare che tutto quello che verrà 
ci sarà dato da una direzione del mondo 
piena di sapienza.  

E’ questo che dobbiamo imparare in questa era: 
a saper vivere in assoluta fiducia, senza alcuna sicurezza nell’esistenza; 
a saper vivere nella fiducia 
nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale. 

In verità nulla avrà valore altrimenti. 
Discipliniamo la nostra volontà 
e cerchiamo il risveglio interiore 
tutte le mattine e le sere.  

O Michele, io mi raccomando alla tua guida con tutta la forza del cuore, 
così che questo giorno possa diventare l’immagine della tua volontà di porre ordine neldestino.  

(Parole di Rudolf Steiner, da appunti di un diretto discepolo: F.W. Zeylmans van Emichoven)

 

ALLA RICERCA DELLE UOVA: 19 marzo 2016

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